Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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venerdì 16 novembre 2012

Uno dei gesti tecnici più incredibili di sempre

Scrissi di calcio due anni fa, in occasione dei Mondiali sudafricani, e poi appena dopo la scoppola all’ultimo atto degli Europei, quest’estate. Mi piace come sport ma non amo scriverne: se ne parla già fin troppo. Eppure, uno dei gesti tecnici più incredibili di sempre – la rete del 4-2 in Svezia-Inghilterra di Zlatan Ibrahimovic – qualche riga la merita.

L’uomo è indiscutibilmente rozzo ai sentimenti, povero di cuore, ricchissimo di portafogli. Cambia una squadra di club ogni 2 anni, e ogni volta bacia lo stemma del nuovo team con ardore, attaccamento. Fisico possente, tecnica sopraffina, carattere ingestibile che a tratti sfocia nel maleducato spinto, Ibra – come lo chiamano i suoi tifosi – ha fatto gioire molti e spento entusiasmi di molti altri.

Mercoledì sera il colpo di genio, la follia, la rete che rimarrà negli annali dello sport più amato del mondo. Rinvio lungo dalla sua difesa, il portiere avversario esce avventatamente colpendo la sfera di testa e lui, all’estremità destra dell’area di rigore quasi fa per girarsi di spalle, colpendo la palla con forza sopraffina, al volo, senza lasciar rimbalzare il cuoio sull’erba umida. Un gesto non catturabile, neppure dal fotografo più esperto. La palla va proprio verso la porta, decisa e potente. Rimbalza una volta – quasi a prendere in giro il difensore che vi si era avventato per tentare un salvataggio disperato – ed entra nella rete, rompendo il madornale silenzio che uno stadio intero aveva costruito attorno alla prodezza. 

Non un gol casuale, ma voluto. Eppure Zlatan non ci crede, sembra frastornato. Pelè, Maradona e Messi, autori di simili prodezze – e portatori sani di maggior tecnica rispetto allo svedesone – si vedono avvicinati da un momento di pazzia che ha reso divino un colpo impensabile, da guardare e riguardare, continuando a sgranare gli occhi, non riuscendo a farsene una ragione. 

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