Ha cambiato Milano e la concezione
di architettura, e giovedì mattina se ne è andata in silenzio, come da copione.
Gae Aulenti ha trasformato la Piazza Cadorna della mia città in un laboratorio
sartoriale, con coraggio e sopraffinità. Ha sempre visto oltre Gae, sin dalla
laurea nella Milano degli anni ’50, quando dire “architetta” si, stonava e non
poco. Ha modificato, stravolgendola, Gare d’Orsay facendola diventare spazio
museale; ha insegnato la linearità in Giappone; ha amato il capoluogo lombardo
alla follia. Non nativa milanese ma milanese d’adozione, Gae Aulenti aveva 85
anni e una creatività che Fuksas sogna di notte.
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