E’ da un bel po’ di tempo che non
scrivo del mio lavoro. E le novità sono tante. In primis, la superdirigenza
(che è ancora lì, incredibile) si sta sperticando in creazioni di bandi per
nuove assunzioni. Clamoroso, volevano solo 30 persone e ora si accorgono che 54
non bastano. Preparatissimi!
Ebbene, a uno di questi bandi
parteciperò. Sto studiando, faccio una fatica enorme ma sono carico, eppure non
mi aspetto niente. Voglio arrivare alla data dell’orale “a testa pulita”, anche
se non è per nulla facile. E come mai?
Beh, basta guardare le
sostituzioni di maternità. In ufficio ho, da relativamente poco, un figuro a
dir poco sospetto. Molto politico e molto sospetto. Ma non scriverò altro.
In ogni caso, dato che non ho niente da perdere, quel
concorso lo provo. E’ pensato sulla mia figura professionale, ma non è per me.
Sarebbe un inaspettato avanzamento di carriera, e non provarci neppure sarebbe
stupido, vorrebbe dire arrendersi a un modus operandi sospetto, all’Italia, a
quella consapevolezza triste del “lo sapevo”, a un nuovo arrivato che,
neoassunto, ha un livello più alto del mio. Eh, no.
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