Film giustamente lento,
giustamente criptico. L’ingiustizia della mancanza improvvisa peggiorata da una
morte violenta e inaspettata, sbagliata per definizione perché portata da
“guerra”. Un John Cusack imbolsito ed errante, tristanzuolo e molto pensoso ci
fa entrare dentro una famiglia dalle certezze granitiche, dagli affetti sicuri.
Fa il padre dai troppi rimproveri dovuti John, e senza
farcela mai vedere ci presenta la Grace del titolo, donna d’esercito, donna in
missione in Iraq. Il titolo svela il destino, l’ora e venticinque minuti di
conseguenza è angoscia e ricerca, fuga e ammissione. Pellicola scarna, molto
critica nel sottotesto, talmente made in Usa da dare tantissime cose per
scontate, tantissimo non detto per ovvio.
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