Un altro attore che forse è
meglio dietro la macchina da presa: Ethan Hawke. L’ex marito di cotanta Uma
“musa” Thurman mette in scena un’enorme pezzo della mia post adolescenza e
anche qualcosa del me attuale in modo inconsapevole e crudele: alcuni pezzi di
questo film ricordano spaventosamente frammenti di vissuto personale che ancora
non mi si scrollano di dosso, di cui ancora, a distanza di 4 annetti non riesco
a scrivere.
Catalina Sandino Moreno fa la
bella dentro e impossibile fuori, in un turbine di “ti amo anzi no” che dà
ritmo a quasi 2 ore filate di tira e molla, viaggi, sesso, tentazioni, voglie,
sguardi, parole. La ragazza è capace, e ha già mosso altri notevoli e
meritatissimi passi nel meraviglioso mondo del cinemascope.
Pellicola che parte primaverile come la scoperta
dell’Amore e termina invernale, con la consapevolezza di crescita dopo
indicibili sofferenze. Una famiglia assente e piccole solitudini un po’ volute
fanno il resto. Il protagonista maschile sullo schermo si chiama Mark Webber,
come il pilota di Formula Uno. Il vero protagonista sono io: mi sono rivisto,
quasi specchiato in quest’opera toccante, chiara, di formazione.
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