Il percorso matrimoniale del già
raccontato Giodello ha vissuto, nello scorso fine settimana, una tappa
importante. L’addio al celibato è formula
consunta, una sorta di pro forma che spesso si trasforma nel peggio del
peggio del nostro umano peggio.
Chi scrive e l’altro testimone si
sono adoperati per rendere invece la cosa fruibile, bella, tenue, stupefacente.
Due anime viaggiatrici nient’altro potevano pensare che a un trip, a un
journey, a una 3 notti di clima, mentalità, livello differenti.
Gli incontri organizzativi si
sono susseguiti diventando sempre più frequenti, in un alternarsi di
interrogativi ed entusiasmo. Abbiamo scremato mete e deciso i particolari,
rimanendo affascinati da lidi altri,
che ci siamo ripromessi di visitare in tempi brevi. Abbiamo prenotato e sognato
il da farsi, che fosse possibile ma anche impossibile. E inizio giugno è
arrivato con la velocità della luce.
La meta è stata Vilnius, capitale
che mi premurerò di descrivere tra qualche post. Perché qui, ora, bisogna
parlare degli eventi, delle sensazioni. L’inizio è stato gioioso, giocoso,
sorprendente. Il buon Giodello era stato tenuto all’oscuro di tutto fino alle
ultime ore, e la sua sorpresa è stata
pari alla nostra gioia. All’imbarco, l’imprevisto: dovevamo essere in 3, ma
sulla scalinata che portava all’aeromobile siamo rimasti…in 2. L’altro
testimone – in un sobbalzo di follia – non aveva controllato la scadenza della
sua carta d’identità, che ovviamente era data passata. Da poco, ma era
invalida. Panico, decollo amarognolo.
I 3 giorni con lo sposo sono
stati formativi e fisici, bellissimi
e pieni, rilassanti e di scoperta. Ho
visto un ragazzo organizzatissimo e attento, mai ovvio e mai stanco, curioso e
paziente. Ho (ri) scoperto un me silenzioso e riflessivo, stupito e assuefatto
a Milano, turista consapevole ed entusiasmato.
Ho capito quanto giuste fossero
la meta e lo stile che abbiamo imposto
a questa gitarella. Ho apprezzato il mio compagno di viaggio, sicuro di essere
stato riapprezzato. E sono rientrato a Milano ancor più consapevole dei miei
mezzi, ancor più felice – se fosse possibile – di testimoniare la piena
giustezza di quel che accadrà il 4 luglio 2013.
A breve tutto ciò che ho
percepito di Vilnius, “la città che ha messo la freccia”!