Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

domenica 14 luglio 2013

Non si ha il tempo

Il mio rapporto con la scrittura si sta evolvendo, ancora una volta. Da quando ho deciso di aprire Testa milanese, cuore salentino sarà successo almeno 5 – 6 volte: prima si punta alle sensazioni spurie, poi a pensieri che non si ha la forza di formulare a voce, quindi a esperienze passate che fa bene ricordare, poi…non si ha il tempo. 

Potrei scrivere di un sacco di fatti, cose, emozioni di questo ultimo periodo. Prometto: lo farò. Sento che le sollecitazioni arrivano da così tante parti che sono difficili da catalogare, assimilare, mettere insieme. Riesco a distinguerle ma molte mi passano di fianco, davanti, dentro e non riesco a metterle su carta, a ordinarle nella testa. Ma non voglio per nessun motivo al mondo dimenticarmi di scrivere cosa mi ha dato Vilnius ai primi di giugno, Roma qualche weekend fa, un bellissimo matrimonio lo scorso 4 luglio, e la mia vita nell’ultimo mese.

mercoledì 19 giugno 2013

L'amore all'improvviso

Classico film che ti fa fare pace col sentimento più bello, facendoti credere che si, “l’amore all’improvviso” è possibile. Se l’attrice protagonista di nome fa Julia e di cognome Roberts beh, credo che sia ancor più possibile del solito, eppure…eppure Tom Hanks dirige una pellicola carina, soffice, leggera, che lascia aperta la porta e la dimensione del sogno.

Tom è il classico sfigatello di periferia, dal lavoro sicuro e dalla moglie fuggita. Julia è...Julia: imbarazzante nel suo tirarsela oscenamente, sempre bellissima, espressiva, tutta immaginazione. Trama complessa eh, che succederà mai??? Come ovvio lui tenta la strada della ricostruzione dopo un licenziamento improvviso, e lei sarà punto di partenza e di arrivo. 

Lo promuovo. Perché un film con Julia Roberts non si può bocciare – seppur Pretty Woman no, non passa.

domenica 16 giugno 2013

E' un periodone

Dovessi fare il punto della situazione – proprio come ai vecchi tempi – dovrei dire, ammettere che è un periodone. Sono l’innegabile punto di riferimento di una ragazza che mi fa impazzire per bellezza, pensiero, modi, livello. Qual è il problema? Che lei mi vede da tutti, ma proprio tutti i punti di vista ma non da quel punto di vista, in un turbine di ‘sono tornata col mio ragazzo’, ‘non c’è bisogno di dirti quanto bene ti voglio’, ‘vediamoci!’ – ‘ ok, fantastico, lo dico agli altri’ – ‘no, vediamoci io e te’.

Insomma è un gioco, un vogliamoci bene ma stiamo lontani il giusto, quasi senza toccarci, quasi senza essere uomo e donna. Io ci sto dentro per ora, lei è stata già descritta qui dentro e il tempo mi è stato amico: poco a poco sono emerso, sono comparso, sono diventato irrinunciabile. Da tutti – ma proprio tutti – i punti di vista, ma non da quello.

Come sempre, come al solito, la Puglia sarà meraviglioso confine rivelatore: lei è una delle invitate al leggendario matrimonio del Giodello, e la prova del 9 sarà palese, evidente, tutta nostra. Perché sarà cartina di tornasole: gli amici di una vita mi faranno i complimenti per questa ragazza gitana, dai mille colori e sfumature, piena di vita, parole, gesti, occhiate. E io dovrò dire no: questo bendiddio, questa benedizione calata dal cielo non è la mia ragazza, seppur ci farei mille figli assieme. Dov’è nascosta, ordunque, la prova del 9? Nella faccia e nelle espressioni delle persone che conosco da una vita, che con gli occhi mi diranno cosa fare. 

sabato 15 giugno 2013

Dissonanza & incredulità

La notizia del giorno a Milano è la serata nazi che fra qualche ora allieterà la zona Rogoredo – Porto di Mare: luoghi abbastanza conosciuti da chi scrive. Gruppi musicali da mezza Europa, attese più di 2000 persone, location segreta fino a poche ore prima dell’”evento”, Digos in allerta, centri sociali altrettanto.

Lo scontro, la dissonanza, in una città governata non esattamente da un uomo del Pd – né di Forza Nuova, obviously – si fanno sentire con forza e stupore. L’incredulità la fa da padrona ma c’è poco da essere increduli se, come ho letto su Repubblica ci si muove da Slovacchia e Grecia, per arrivare a Porto di Mare.

Non che la cosa mi impressioni…lungi da me non uscire stasera, o farmi problemi. Rispetto tutti, anche chi non la pensa come me. Diciamo che non me l’aspettavo, tutto qui.

venerdì 14 giugno 2013

Non avvicinarsi alla riga gialla

Esco dal lavoro, come tutti i giorni. E come tutti i giorni mi reco – con passo spedito, quasi per fuggire – verso la fermata della metropolitana più vicina. I primi caldi, il primo sole milanese di una stagione che si è fatta troppo attendere, quest’anno.

Per ingannare l’attesa chiamo i parenti lontani, salutandoli quando il convoglio sta per arrivare: troppo rumore. Anche dall’altra parte, sull’altro lato, un treno si appropinqua. Nell’arco di pochi minuti in tanti saremo nelle condizioni di fare ciò che dobbiamo.

Mi metto di fronte ai binari, un passo distante dalla linea gialla di sicurezza. Sono svagato, stanco, sudato, stressato dall’ennesima giornata lavorativa insoddisfacente. Qualcosa attira, improvvisamente, la mia attenzione. Un uomo, sull’altro lato rispetto a me, non rispetta quella regola che dice “non avvicinarsi alla riga gialla”. Anzi, altro che avvicinarsi, il tizio la supera in velocità. Non si ferma neanche al passo successivo, va dritto verso i binari. Scompare in un tonfo. Quindi, finisce sotto al treno.

Le urla di chi ha visto. La disperazione del conducente, possibile omicida suo malgrado. Il mio stato di shock, da uomo che ha visto e nulla ha potuto. Mi sento mancare l’aria. Incrocio lo sguardo di qualche collega, appena giunto sotto terra. Invito a non guardare, ad allontanarsi, ad uscire con me. Torno in superficie e cammino, cammino, cammino senza meta. Un po’ stonato, un po’ confuso, in piena incoerenza rispetto alle coordinate che mi dovevano portare verso casa

L’aspirante suicida è un 55enne, italiano. Ha perso un braccio, è vivo e mi ha reso parte di una bruttissima esperienza. 

domenica 9 giugno 2013

Finalmente la felicità

Leonardo Pieraccioni prende il film della maturità, distribuendo qualche piacere alle persone e ai movimenti mediali giusti. Omaggia Maria De Filippi nel modo più scontato, fa apparire il morto di fama dell’Isola dei Famosi e poi delizia con una trama divertente e mai volgare, che colpisce e fa sorridere assai – finalmente

Ariadna Romero è lei ma potrebbe essere qualsiasi altra donna; la bella qui è raggiungibile – e ovviamente tutto porta a lei. Rocco Papaleo non è mai scontato; è sempre presenza scenica e risata assicurata – coi tempi e i ruoli giusti poteva essere un Mastandrea più cazzone, a metà degli anni ’90. E poi Pieraccioni: finalmente scollato da Ceccherini – presente attraverso un perdibilissimo cameo – riesce a dare il meglio di sé in leggerezza e consapevolezza. L’Oscar è altra roba, e anche i David son lontanucci. Ma è pellicola che scorre, per una serata in assoluta tranquillità.

sabato 8 giugno 2013

"Se vedo un punto nero..."

“…ci sparo a vista!” cantavano i 99 Posse dei tempi belli, quelli con Meg – ora sono invece tempi brutti per ‘o Zulù e compagnia, sprangati a Velletri (ma perché non denunciare?). In questi giorni di pre ballottaggio il testo di quella canzone fa emergere, 15 anni dopo, tutte le tensioni di un Paese martoriato, ucciso dal non lavoro e da 20 anni di berlusconismo e anti berlusconismo che hanno avuto solamente un effetto: miracolare Berlusconi rendendolo martire, immortale.

Noi italiani non siamo greci, non siamo turchi, non siamo nemmeno spagnoli. Si vede, e si sente.

Si percepisce nelle piazze dove il popolo dovrebbe far sentire la propria voce, senza violenza ma facendo provare un po’ di sano timore ai pluriscortati. Si auscolta nei talk show, dove i soliti noti lanciano ancora benzina sul fuoco, sbattendosene del Paese reale.

Il male è tutt’altro che oscuro; fosse ad esempio semi bandito il contante, pagassimo la qualunque con carta o bancomat il pagamento sarebbe tracciabile, e in pochi sarebbero in grado di evadere. Sconfiggessimo poi la piaga del lavoro nero, rifiutandolo, denunciandolo, favoriremmo l’emersione di quel (poco) che c’è. Ammettessimo quindi – in quanto elettori in primis a noi stessi – che le generazioni dirigenziali dei 70enni, dei 60enni, dei 50enni hanno fallito e che quella dei 40enni è su quella china proveremmo l’emozione di un vero, reale, coraggioso ricambio generazionale che è ciò che serve all’Italia. Non in “a 5 Stelle way”, per carità. Cestinando, anzi, le Roberta Lombardi e i Vito Crimi. E promuovendo i sani, gli illuminati, i pratici, gli attenti, i proattivi.

Analizzare le magagne non serve più, l’abbiamo fatto e ci siamo detti “bravi”. Non è, infatti, neppure più tempo dei Cazzullo, né dei Severgnini, tantomeno dei Sorgi o dei Sechi. E’ tempo di risolverli, i problemi. Localmente prima, globalmente poi. Il tempo è galantuomo. Ma ogni tanto, pure lui si spazientisce.

venerdì 7 giugno 2013

Lituania: organizzazione e qualche sano imprevisto

Il percorso matrimoniale del già raccontato Giodello ha vissuto, nello scorso fine settimana, una tappa importante. L’addio al celibato è formula consunta, una sorta di pro forma che spesso si trasforma nel peggio del peggio del nostro umano peggio.

Chi scrive e l’altro testimone si sono adoperati per rendere invece la cosa fruibile, bella, tenue, stupefacente. Due anime viaggiatrici nient’altro potevano pensare che a un trip, a un journey, a una 3 notti di clima, mentalità, livello differenti.

Gli incontri organizzativi si sono susseguiti diventando sempre più frequenti, in un alternarsi di interrogativi ed entusiasmo. Abbiamo scremato mete e deciso i particolari, rimanendo affascinati da lidi altri, che ci siamo ripromessi di visitare in tempi brevi. Abbiamo prenotato e sognato il da farsi, che fosse possibile ma anche impossibile. E inizio giugno è arrivato con la velocità della luce.

La meta è stata Vilnius, capitale che mi premurerò di descrivere tra qualche post. Perché qui, ora, bisogna parlare degli eventi, delle sensazioni. L’inizio è stato gioioso, giocoso, sorprendente. Il buon Giodello era stato tenuto all’oscuro di tutto fino alle ultime ore, e la sua sorpresa è stata pari alla nostra gioia. All’imbarco, l’imprevisto: dovevamo essere in 3, ma sulla scalinata che portava all’aeromobile siamo rimasti…in 2. L’altro testimone – in un sobbalzo di follia – non aveva controllato la scadenza della sua carta d’identità, che ovviamente era data passata. Da poco, ma era invalida. Panico, decollo amarognolo.

I 3 giorni con lo sposo sono stati formativi e fisici, bellissimi e pieni, rilassanti e di scoperta. Ho visto un ragazzo organizzatissimo e attento, mai ovvio e mai stanco, curioso e paziente. Ho (ri) scoperto un me silenzioso e riflessivo, stupito e assuefatto a Milano, turista consapevole ed entusiasmato.

Ho capito quanto giuste fossero la meta e lo stile che abbiamo imposto a questa gitarella. Ho apprezzato il mio compagno di viaggio, sicuro di essere stato riapprezzato. E sono rientrato a Milano ancor più consapevole dei miei mezzi, ancor più felice – se fosse possibile – di testimoniare la piena giustezza di quel che accadrà il 4 luglio 2013.

A breve tutto ciò che ho percepito di Vilnius, “la città che ha messo la freccia”!

domenica 26 maggio 2013

Un weekend Marino senza 'frutti di stagione'

Si, sarebbe proprio l’ideale. E’ weekend di voto per 7 milioni di persone e mi ritrovo a scrivere sempre gli stessi concetti (brutto segno): gli elettori devono cogliere l’opportunità di lanciare un segnale, nessun voto può essere o anche solo sembrare di protesta, c’è voglia di cambiamento, il Paese deve ripartire da scelte che possano regalare slancio.

Già, e quindi si vota a Roma e anche al mio paesello pugliese, funestato da candidature a dir poco imbarazzanti e comizi modello Cetto La Qualunque

Nella capitale la corsa è interessante e mi spingo ad affermare che non si risolverà lunedì pomeriggio: il ballottaggio sarà ovvio e necessario. Ignazio Marino è una buona proposta, ed è ovviamente osteggiato dal suo partito (indovinate, quale?). Gianni Alemanno è continuità e CasaPound…non ci piace. Alfio Marchini fa finta non destra, ruberà preferenze ad Alemanno ma nel secondo turno gli darà una grossa mano. Il candidato pentastellato è un’incognita, legge ciò che deve dire, sembra un cooptato da Marte. Insomma, tifo Ignazio.

Tornando al mio paesello, qualcuno si chiederà il perché, di un titolo così per un post così: che c’entrano, i frutti di stagione? C’entrano, c’entrano…L’alto Salento si fregia, infatti, della candidatura a sindaco di un innominabile, di un già carcerato per associazione a qualcosa, di un conosciutissimo a livello nazionale per uno scandalo risalente a pochi anni fa: il centrista a puttane e cocaina. Ebbene, è candidato sindaco. Ebbene, è favorito. Alè.

sabato 25 maggio 2013

Fare pulizia

Su un’altra piattaforma, quasi in un’altra vita scrivevo della mia selezione naturale. Di quegli atteggiamenti che mi fanno promuovere da subito una persona, e di quegli altri che il / la poveretto / a continua a esistere, ma senza che io me ne accorga.

E’ un periodo in cui sento l’immane bisogno di una selezione naturale, o di fare pulizia. Tante persone sono entrate nella mia vita e forse col tempo si diventa più indulgenti, la soglia d’attenzione si abbassa, si ha paura di un fantasma chiamato solitudine depressiva. Le maglie si allentano e allora entrano tutti, e non va proprio benissimo.

Ho iniziato, poco a poco, a liberarmi. A non essere assertivo con chi non lo merita, ad attuare un ascolto critico. Non a sorridere di meno o a dimostrare maleducazione, ci mancherebbe. Ma ho provato a dire “no”, ad allontanare ciò che non sento compatibile con me. Mi sento sensibilmente meglio, più libero, forse più spigoloso, ma si sa: chi picchia all’angolo e resiste al dolore merita di sopravvivere. E’ la seconda regola della selezione naturale, e non sbaglia mai.