Mi ero dimenticato che basta
allontanarsi di qualche chilometro, per riscoprire
la bellezza. Essa si rivela facile facile, non
si nasconde; semplicemente, tende a circondare Milano senza entrarci mai.
Como dista poco più di mezz’ora
di treno, non si può neanche definire una gita fuori porta. Si prendono le
Trenord da Bovisa, e il gioco è fatto. Evitatela però d’inverno, o quando la
stagione fredda sta per affacciarsi: il lago non perdona, tira un freddone allucinante.
La meraviglia del milanese inizia
a manifestarsi quando subodora l’aria, che
sa di fresco e non di tubo di scappamento. Anche in questo, l’acqua del
lago fa il suo. La luce del giorno vi parlerà di una cittadina tutta da vedere,
in cui Duomo e Basilica spiccano come gioielli. Le case sono ovviamente basse
ma non monofamiliari; il panorama montagnoso che si scontra – riverberandosi –
con l’umidità lacustre lascia senza fiato.
Di sera, come detto, se in bassa
stagione sentirete un gelo che metà basterebbe a bloccare il sangue nelle vene.
Dominano i venti – tutti – e se avete gli occhi chiari come i miei vi
sperticherete in pianti senza precedenti nè motivi plausibili.
Como è stata per anni passaggio
obbligato per quelle famiglie, come la mia, che approfittava della giornata
fuori porta per fare benzina al confine, o per far respirare al bambino – me –
aria pulita. Ricordo quel periodo come un sogno, come se non fosse parte di me.
Ma ringrazio e ringrazierò sempre chi me lo ha fatto vivere. Come ringrazio
Giodello e la sua prossima sposa, per avermi invitato a trascorrere una
giornata bella, positiva, piena di gioia e canti
in questo paradiso intoccato dell’alta Lombardia.
Giodello ringrazia per la quotation! ;)
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