Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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sabato 26 gennaio 2013

Como, la bellezza di una non gita

Mi ero dimenticato che basta allontanarsi di qualche chilometro, per riscoprire la bellezza. Essa si rivela facile facile, non si nasconde; semplicemente, tende a circondare Milano senza entrarci mai.

Como dista poco più di mezz’ora di treno, non si può neanche definire una gita fuori porta. Si prendono le Trenord da Bovisa, e il gioco è fatto. Evitatela però d’inverno, o quando la stagione fredda sta per affacciarsi: il lago non perdona, tira un freddone allucinante. 

La meraviglia del milanese inizia a manifestarsi quando subodora l’aria, che sa di fresco e non di tubo di scappamento. Anche in questo, l’acqua del lago fa il suo. La luce del giorno vi parlerà di una cittadina tutta da vedere, in cui Duomo e Basilica spiccano come gioielli. Le case sono ovviamente basse ma non monofamiliari; il panorama montagnoso che si scontra – riverberandosi – con l’umidità lacustre lascia senza fiato. 

Di sera, come detto, se in bassa stagione sentirete un gelo che metà basterebbe a bloccare il sangue nelle vene. Dominano i venti – tutti – e se avete gli occhi chiari come i miei vi sperticherete in pianti senza precedenti nè motivi plausibili. 

Como è stata per anni passaggio obbligato per quelle famiglie, come la mia, che approfittava della giornata fuori porta per fare benzina al confine, o per far respirare al bambino – me – aria pulita. Ricordo quel periodo come un sogno, come se non fosse parte di me. Ma ringrazio e ringrazierò sempre chi me lo ha fatto vivere. Come ringrazio Giodello e la sua prossima sposa, per avermi invitato a trascorrere una giornata bella, positiva, piena di gioia e canti in questo paradiso intoccato dell’alta Lombardia.

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