Gli schieramenti sembrano fatti:
da una parte il Caimano con qualche suo
pari siciliano e forse la Lega; dall’altra un Bersani a capo di un
centrosinistra mai dato così facilmente vincente; a fare da ago della bilancia
Mario Monti con Fini e Casini e il Movimento 5 Stelle. Poca voce in capitolo
sembrano avere Ingroia e Di Pietro, così come Oscar Giannino, ma mai dire mai.
L’esito a oggi è davvero appeso a un filo, al di là
dei sondaggi che si affrettano a dare in calo Grillo e il Pd e regalano ai
montiani una forchetta fin troppo lusinghiera. La verità l’ha detta – strano ma vero – Pierferdinando Casini:
non si arrivasse a una netta vittoria sia alla Camera che al Senato i centristi
deciderebbero la contesa, restituendo il Governo a Mario Monti. Una vittoria
dall’altra parte è cosa da non prendere minimamente in considerazione ma si sa,
gli italiani sono pazzi, e, purtroppo, anche pazzi di L (!) ui.
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