In funzione della nuova
lontananza del mio posto di lavoro, sto provando un sacco di percorsi
alternativi. Come scrivevo la metropolitana va (quasi) bene al mattino, ma di
pomeriggio ho voglia di capire dove sono,
quali trasbordi possono essere magari leggermente più lenti, ma anche più
piacevoli. E quindi ho preso l’autobus che ferma nella perpendicolare della
viuzza dove lavoro e mi sono lasciato
trasportare, letteralmente.
Ho rivisto, dopo anni, parchi conosciuti in piacevole
compagnia e piazze che erano parte di passeggiate infinite e bellissime. Ho
riconosciuto i colori dei palazzi, e la decisa velocità con la quale si passa
da quei luoghi. Ho ricordato gli istanti, la
passione, la voglia, i sorrisi e l’Amore di quel biennio, il 2008 – 2009.
La mia pazzia – e un po’ anche la sua – e il modo quasi naturale con cui ci siamo allontanati. Poi, in Piazzale
Cadorna sono sceso, promettendomi di rifare quel tragitto.
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