Il più bel film uscito nell’anno
appena terminato. Tema complicato reso leggero dalla Bravura di Omar Sy, attore
di colore dal futuro assicurato. Ha la battuta fulminante e quell’humour nero che non guasta Omar, e alleggerisce
una trama che altrimenti avrebbe fatto rima con “Lo scafandro e la farfalla”,
pellicola a confronto molto più pesante, molto meno digeribile.
I due “Quasi amici” del titolo
provengono da estrazioni sociali e modus vivendi completamente diversi, ma
finiranno per volersi bene al di sopra del rapporto di dipendenza
necessariamente generato. Parigi si frappone nel menage autunnale e fredda,
rendendo più difficile la sopravvivenza a sé stessi e alle sfortune che hanno
segnato la propria esistenza.
Pellicola consigliatami in tempi
non sospetti dal mio amico Bruno, che un paio di volte me ne ha sollecitato la
visione, magnificandomene il contenuto. Confermo le sue splendide impressioni e
le faccio mie: sento odore di Oscar per sensibilità, attenzione, battute al
vetriolo e miglior film straniero.
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