Ogni tanto, a mò di flusso di coscienza, mi capita di scrivere post così. Di
quelli che non ci pensi e sembrano arrivare da soli, e invece li hai dentro da
un bel po’. La serata magari aiuta, porta a compimento quelle sensazioni
interne difficili, complesse da appoggiare su carta virtuale.
E allora ti ritrovi a condividere
sensazioni dolci e amare, come tante tra quelle che senti alla bocca dello
stomaco. E ne cerchi spiegazione
razionale, senza trovarla mai.
Ti senti libero e felice,
imprigionato e triste. Ti senti pieno e svuotato, serio e ridicolo. Mantieni il
tuo mood, quel modo di essere che spesso è stato croce, troppo poco spesso
delizia. Senti che anche stavolta ti condannerà al nulla del non riuscire a guardarsi negli occhi.
Percepisci che questo sei tu, che nessun altro è come
te. Già.
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