Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

mercoledì 8 maggio 2013

Giulio Andreotti, un italiano diverso

Non un grande Italiano: non confondiamolo mai con chi del mio Paese è un vanto. Di sicuro un italiano diverso, di quelli che ami o odi, che stai con lui o contro di lui. Giulio Andreotti, 94 anni, ha mollato la presa in una giornata di primavera, in una di quelle mattinate che non sanno cosa essere: se carne o se pesce, se estive o con l’ombrello.

In molti lo piangono – chi scrive se ne è fatto velocemente una ragione - , in tanti lo hanno amato come simbolo di una politica che non c’è più, che mai ritornerà. Tante luci – molto apprezzato fuori dall’Italia, il buon Belzebù – altrettante ombre sul suolo patrio, di quelle che ti porti dentro per sempre, che fanno cupezza leggendaria.

Il sequestro Moro e i bacetti mafiosi, i segreti di Stato ben custoditi e quei personaggi un po’ naif di cui si circondava, una scuola di pensiero che ha fatto storia e il miracolo di un debito pubblico sostenibile, lo stile di vita da clausura e le fulminanti battute al vetriolo, l’uscire lindo da qualsivoglia processo e quell’influenza da padre Costituente che ha esercitato fino all’ultimo giorno.

Un uomo che ha modificato la concezione della Repubblica Italiana, plasmandola – nel bene e nel male – sulla propria figura istituzionale prima, sulla propria persona poi.

Nessun commento:

Posta un commento