Fantastica Meryl Streep, enorme
in questo ruolo complesso e a suo modo
storico. Margaret Thatcher è stata l’icona degli anni ’80, la donna che ha
cambiato quella che oggi si definirebbe “l’area non Euro” senza dare retta a
sindacati e amici degli amici. La lady di ferro per l’appunto, il cerbero
contro il quale tutti sono caduti, si sono afflosciati.
Fino a un mesetto fa Margaret è
stata una lady di carta velina, martoriata dalla malattia del ricordo, che fa
tornare indietro non riconoscendo il presente. Non ricordava i figli ma vedeva
ancora il marito, morto da troppo tempo. Riviveva la guerra delle Falkland e il
braccio di ferro con minatori e sindacati false
friends. Sopravviveva all’alcool e a chi la trattava come una completa
decerebrata. E rendeva mastodontica la sua grandezza conservatrice, il suo
essere nel 2013 sin dal 1979.
Regia perfetta, attrice protagonista da Oscar (vinto),
film che ricorda senza invadere: bellissimo, promosso. E non perché la recente
dipartita di Mrs. T. mi abbia reso più indulgente.
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