Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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domenica 5 maggio 2013

La bella gente

Film che racconta la società italiana bene, quella della solidarietà ostentata e dei villoni con piscina. Monica Guerritore e Antonio Catania – lei sempre troppo teatrale, artatamente finta, lui costantemente bravo ma con dizione rivedibile – sono parte di questo microcosmo italico, infarcito di comunismo un po’ fine a sé stesso e visione a 360 gradi si, ma solo fin quando fa comodo.

E quindi Monica adotta Nadja, prostituta ucraina che svolge il lavoro più antico del mondo proprio davanti alla casa della famiglia modello. La veste da signora e la abitua alle cene di livello, salvo attenderne il passo falso – leggi: il rapporto un po’ troppo fisico col figlio, alias Elio Germano – per rimollarla in mezzo alla strada, letteralmente.

Pellicola che lascia basiti per quanto – quasi involontariamente – capti un pezzo d’Italia pessima, quella che si ricicla e sempre si riciclerà come nuova e accogliente. Promosso, nonostante una Monica Guerritore che, con me regista, dovrebbe rivedere completamente il suo stile recitativo.

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