Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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giovedì 7 marzo 2013

Ospitare un amico è sempre un piacere

Vederlo spaesato e un po’ impaurito all’arrivo, chè Milano d’impatto smonta qualsivoglia sicurezza. Notarne i comportamenti forzati, quelli che dalle sue parti mai avrebbe fatto propri. Confortarlo nell’insicurezza lavorativa, cercando di fargli comprendere quanto sia importante farsi rispettare.

Fargli capire appieno che i mezzi pubblici – a Milano e ovunque su questa Terra – vanno verso un luogo e da quel luogo tornano, chè M qui vuol dire Metropolitana, non (fossa delle) Marianne.

Invitarlo a cena qualche sera dopo e notarne i piccoli cambiamenti, l’atteggiamento un po’ più milanese – seppur ancora non del tutto consapevole in merito a distanze e possibilità. Verificare che la sboroneria si è alquanto dileguata dentro le cose da fare, e che la Puglia non viene più citata.

Essere felici per lui perché muoversi vuol dire crescere, ma non solo. Vuol dire anche far comprendere che Milano è un’altra vita, un altro modo, altri pensieri, altre tempistiche. E che, dentro tutto questo, ci sono un sacco di cose positive.

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