Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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sabato 16 marzo 2013

Un precedente pericolosissimo

che si dà in pasto ad un elettorato stanco che più stanco non si può. Quello di lunedì scorso – l’assalto al Tribunale di Milano da parte di 220 scatenati neoeletti di una certa parte – ha il profumo del peggio, di ciò che non si deve vedere in un Paese democratico. Un processo ha la sua giusta fine con la sentenza, di assoluzione o colpevolezza che sia; cercare di bloccare un iter così delicato, da parte peraltro di chi dovrebbe rappresentarci, è un colpo troppo forte, di fragilità e profondissima ignoranza.

E perché la giornata di lunedì fa da pericoloso precedente? Perché scavalcare i civilissimi controlli al metal detector e bloccare la forza pubblica è un’idea che potrebbe, Dio non voglia, essere applicata al Parlamento. Cittadini inferociti che uniti dal canto di Fratelli d’Italia entrano nelle stanze dei bottoni, sorprendendo i vari Alfano, Santanchè, Pelino, Cicchitto e Capezzone nel pieno esercizio delle loro miserrime funzioni. Sarebbe caccia all’uomo, proprio come lunedì, in Tribunale. E ci sarebbe da divertirsi.

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