Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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venerdì 1 marzo 2013

Dignitoso e Benedetto

Commentare, scrivere delle dimissioni di un Papa è invero complicatissimo, a maggior ragione se si è non del tutto credenti come il sottoscritto. Seicento anni prima lo aveva fatto Gregorio XII e poi più nulla: da quel dì morte e fine mandato hanno fatto rima, sul soglio di Pietro. Per SEI secoli.

E quindi il gesto è indubitabilmente grande: si prende atto che non ce la si fa e ci si tira indietro, nella migliore tradizione di una dignità che non siamo più abituati a vedere. E non ci sono dubbi, retropensieri, piccole cattiverie da grandi reati che tengano; l’atteggiamento è da applaudire, l’annuncio – non in pompa magna, non durante un Angelus – fa apprezzare l’uomo.

E da non del tutto credente azzardo, dunque, un paragone asimmetrico e un po’ forte: sostituire Giovanni Paolo II – grandissimo uomo, gran rivoluzionario delle prassi e delle menti –  alla guida della Chiesa pesa quanto prendere il posto di Josè Mourinho alla guida di una squadra di calcio di livello mondiale: il peso del ruolo, la grande responsabilità, il predecessore di enorme livello e spessore sono fattori che contano, altro che no.

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