Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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venerdì 22 marzo 2013

Vorrei, ma come si fa? Ci si prova con Bersani

Quindi, incarico a Bersani, per sondare il terreno. Quantomeno Napolitano tende al decisionismo, alla svolta. E dice no all’inciucio Pd – Pdl (forse) e soprattutto ai vorrei, ma come si fa di Grillo e compagnia.

Si parla di un governatorato a tempo, c’è chi addirittura scrive potrebbe trattarsi di giorni, giusto per capire. D’altronde, sto casino gliel’abbiamo combinato noi elettori, e ora che i sicuri di vincere sono incaricati per sondare e che gli altri li guardano il gioco inizia a farsi dapprima complesso, quindi durissimo e senza attenuanti di sorta.

Il Presidente si è dimostrato, una volta ancora e se ce ne fosse bisogno, un uomo di Stato di dimensioni epocali. Nessun fronzolo e parecchi cazziatoni, chè il momento è tristo. Due giorni di consultazioni e poi la decisione più ovvia, più sofferta.

Il canovaccio porta a due finali: 1) Bersani trova un’insperata sponda nella Lega e contemporaneamente nei grillini e nei montiani, lo stallo si sblocca e si inizia a governare, partendo dagli 8 punti chiave – ma anche spingendosi più in là. 2) il suddetto Bersani non trova la chiave di volta, gli ipotetici amici divengono nemici e ai confini dell’estate torniamo alle urne laddove emergerebbero, netti, due vincitori. Uno di nome fa Beppe. L’altro è il pluriprocessato con l’uveite. Mi turo il naso e scelgo la 1.

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