Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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sabato 27 aprile 2013

Enrico Letta c'è

Ora mancano i ministri, i decisori, quelli che mettono la faccia su scelte ingenerose e impopolari.

Come ci si è arrivati, a cotanto nipote, è meglio tralasciarlo. La rinomina a Presidente di Giorgio Napolitano – un grande italiano che dimostra, se ce ne fosse bisogno, la completa incapacità della classe dirigente – poteva portare solo a un nome come il suo. Giuliano Amato è per molti versi assolutamente impresentabile; bisognava puntare al giovane fingendo di non sapere quanto fosse esso stesso vecchio, per i nostri meccanismi politici.

Il bello viene adesso; i rumors dei ben informati fanno trapelare nomi e cognomi da brivido: Massimo D’Alema agli Esteri, Mario Monti all’Economia, Angelino Alfano alla vicepresidenza, Maria Stella Gelmini all’Istruzione, Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione. E qui mi fermo. 

5 nomi – potrei farne altri; tanti ne sono usciti – che ci riporterebbero indietro di una, due, tre legislature. Per la serie cose che l’Italia non può permettersi. La mia, personale e inascoltata ricetta dice nomi nuovi, non grillini, di esperienza ma apolitici. Perché il governicchio, perché le Grandi Coalizioni, perché Sinistra e Destra insieme non farebbero bene al Paese che amo ogni giorno di più.   

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