Credo quattordicennato. Un’eternità. Resto però convinto che poteva
andare peggio. Franco Marini sarebbe stato peggio, Romano Prodi sarebbe stato, alla lunga, peggio del peggio. 738
preferenze hanno reso Re Giorgio il primo Presidente della Repubblica eletto
per la seconda volta. La Costituzione non lo trova sano, lo sconsiglia ma non
lo vieta.
Resta la sensazione di schifo osceno vissuto prima nel
pomeriggio di venerdì, poi nella mattinata di ieri. La stessa gentaglia che si
sperticava in standing ovation la mattina, di pomeriggio tradiva come il
peggior infame, senza nessun amore verso la Repubblica Italiana. E poi l’odioso
teatrino degli abbracci post voto, e della passeggiata tutti insieme
appassionatamente verso il Quirinale, per confermare la propria inettitudine.
Re Giorgio ha sparato un sì pieno di dubbi ed
incertezza, e glielo si legge negli occhi: non coprirà l’intero mandato. E’
arrabbiato a sua volta, Giorgione: i nomi spendibili c’erano, e più sento
parlare Gino Strada, più vedo come si muove all’interno delle istituzioni Laura
Boldrini, più mi accorgo di quanto poco grillino sia Stefano Rodotà più mi
sento preso in giro. Da 1007 imbecilli in giacca e cravatta, da 1007 completi
incapaci che staranno lì un bel po’. A meno che…a meno che il mio Presidente
non si metta una mano sul cuore e sciolga le Camere. Yes, you can.
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