Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

martedì 31 gennaio 2012

Da sempre, da anni

Soffro per raggiungere obiettivi femminili alti, combatto, mi faccio valere. E poi, non sempre, ma spesso, gioco al contrario. Enfatizzo i suoi difetti, ne faccio ridicole questioni di principio, lei scappa. Ed ecco che la ricerco, la rivoglio, ci sto male.

Da sempre, da anni. Grandi soddisfazioni di arrivare dove moltissimi aspirano si scontrano con la mia personalità complicata, a tratti assurda, spesso incomprensibile.  I momenti belli ci sono, ma per settimane intere vivo in attesa di dovermi giustificare per qualcosa che presto sarà, che sento quasi non dipendere totalmente da me.
 
Da sempre, da anni. Mi godo i miei momenti di pace in solitudine, quando mi ascolto da solo e automaticamente mi dò ragione. Non è mancanza di equilibrio, è leggera incoerenza. Non è volersi male, è voler perennemente capire. Non è un altro, è…me.

domenica 29 gennaio 2012

Il Tg1

va seguito di spalle. Non per mancanza di rispetto o deficit d’attenzione, ma proprio per seguirlo meglio, perché incuriosisce. Mi è capitato di recente: ero con le spalle rivolte alla tv e mi son girato almeno 4 volte, per curiosità assuefatta. E Samoa che passa dal 29 al 31 dicembre senza toccare il 30, e la misteriosa spuma che infesta parte delle coste inglesi, e l’opossum strabico, e il focus sulle balene.

Telegiornale rassicurante? No, tabloid. Livello “The Sun”: notizie infime per popolo affamato di nulla. E intanto continuiamo a dipendere dallo spread, le Manovre si moltiplicano come figliate conigliari, il calcio è più truccato di Wanda Osiris…Sssshhhh…ma non ditelo al Tg1!

sabato 28 gennaio 2012

The social network

Vita e miracoli di Mark Zuckerberg, alias Mister Facebook, messi sotto la lente d’ingrandimento del bravissimo David Fincher. Dalla “classifica di figaggine” al social network per eccellenza e definizione, dai processi per hackeraggio alle prime, costosissime grane legali di un meccanismo che ha stregato milioni di persone in tutti i continenti (ma non lo scrivente, che continua a preferire il suo blog). Dialoghi veloci e serrati, mal di testa e soddisfazione perché il prodotto risulta comunque ben fatto in quanto girato con occhio critico. Fincher non mette in scena una biografia seduta e gratuita, ma una lucida cronaca di un triennio che ha cambiato la storia della Rete.

Mark è un nerd senza troppe speranze ma con un enorme talento per il pc e tutto quello che ne consegue. Gli amici d’infanzia lo sosterranno per poi battere cassa, gli amici per convenienza lo sottoporranno a un indegno lavaggio del cervello solo per arrivare ai dividendi di un progetto che nessuno pensava sarebbe diventato sinonimo di globalizzazione. Napster e il suo creatore (ma Justin Timberlake che c’entra?)  si intrecciano a doppio filo con un qualcosa di simile e diverso, legale e abnorme, fino a quando la finanza (sembra) aver la meglio sul cuore. I titoli di coda ci rendono dotti dell’happy end sotto forma di portafoglio pieno per chiunque abbia sfiorato il destino di Zuckerberg nel periodo 2003 - 2006, e tutti vissero felici e contenti.

venerdì 27 gennaio 2012

Nonna Emme

Nonna Emme è forte e volitiva, appassionata e fragile. Si fa rispettare, da sempre, e ancora detta la sua legge. Nonna Emme ha avuto 4 figli e un marito che se ne è andato via troppo presto, del quale ancora porta il lutto, per il quale nei primi anni dopo la sua dipartita non è mai uscita di casa. Nonna Emme è anziana, ovvio; sente poco ma tutto capisce, con la forza di una sensibilità che solo la vita vissuta ti regala.

Nonna Emme è personaggio e attenzioni, diritti e silenzi. I grandi riconoscono la sua autorità, quasi temendola. I piccoli invece non si curano di lei, la vedono come un armadio invalicabile fisicamente, ma aggirabile in qualsiasi modo: con la forza della parola, con la forza di un pensiero più veloce. Nonna Emme è obblighi e passioni, doti e Messe, lontananza fisica e vicinanza di pensiero. Le voglio bene.

mercoledì 25 gennaio 2012

Si spostano gli armadi

E ti senti piccolo davanti a una forza evidentemente incontrollabile, che proviene dalle viscere della Terra. E vedi il panico negli occhi della gente, che questa non è zona sismica, e allora come mai è successo?
 
Ti manca il terreno sotto i piedi e qualunque oggetto ti sembra più vicino in quei 10 secondi di terrore puro e pensieri veloci, tutti negativi. Non può durare a lungo ma fa male, lascia addosso una sensazione indefinita, dal retrogusto di stupore e insicurezza improvvisa. Dopo poco Milano riprende il sopravvento, la giornata torna ai suoi soliti ritmi e la scossa diventa episodio, possibilmente da non rivivere.

martedì 24 gennaio 2012

Me, a tempo indeterminato

Una cosa su tutte in questi giorni prende il sopravvento, ed è assolutamente personale. E’ conseguenza di un percorso che ha portato dolore atroce, sofferenza, notti insonni, paranoie, insicurezze, ma anche conoscenza piena di persone validissime, dall’inquadramento lavorativo immeritato per quanto basso, impiegatizio.
 
Giovedì scorso ho firmato il contratto a tempo indeterminato per l’azienda per cui lavoro, e ancora devo rendermene conto. Sono stati giorni di ovvi festeggiamenti e lacrime silenziose di commozione, dopo molte, troppe gocce versate per disperazione. Ancora non sono riuscito a entrare nell’ordine di idee, ancora la consapevolezza di sicurezza è lontana mille miglia, ma il foglio di carta c’è, la firma pure. Il resto cambierà col tempo.
 
Posso dire di aver avuto questo privilegio almeno una volta nella vita, di essere fortunato, di avercela fatta passo dopo passo, giorno dopo giorno. Sono felice, incredulo, spaesato, stupito. Come da presentazione sono…me. A tempo indeterminato.

domenica 22 gennaio 2012

Navighiamo per divertirvi

Un palazzo galleggiante troppo grande anche solo per essere pensato, portato a termine. Un capitano incosciente, forse allegro a livello alcoolico, dall’accento insopportabile che spinge la bravata troppo in là, dove la profondità dell’acqua lascia spazio a scogli puntuti. Un numero di passeggeri spropositato, una tragedia immane, immotivata, che imbarazza per impreparazione e leggerezze in serie. Le telefonate registrate, la moldava fantasma, la Capitaneria incredula, un inchino che fa perdere l’equilibrio.

La mente che corre ad immagini in bianco e nero, le imbarazzanti scuse del già citato capitano che non fanno che peggiorare la sua condizione già critica, il mondo che una volta ancora ci ride davanti e dietro come ai tempi di quello che c’era prima. Il motto pubblicitario del titolo che mette i brividi, la gente comune che diventa eroica, i responsabili che se la squagliano. Gli avvoltoi televisivi che alimentano gli speciali, le edizioni straordinarie, il gossip pornografico, dimenticando la morte. I cadaveri e i dispersi, la disperazione e l’incredulità.

sabato 21 gennaio 2012

Ogni volta che te ne vai

Quattro occhi sognanti, due attori della generazione emergente che ormai hanno più o meno quarant’anni, una location azzeccata e in linea con la colonna sonora ballerina. E’ un film così, leggero, senza inutili sovrastrutture o dialoghi fatti apposta per allungare il brodo.

Fabio De Luigi è sempre lui, si manifesta in tutta la sua bravura in ogni apparizione, in ogni situazione in cui gli si lascia un minimo di spazio. Cecilia Dazzi è donna e bastian contrario, incostanza e meraviglia, bellezza e incomprensioni. Bravissimi entrambi, riescono a reggere una trama che potrebbe scivolare da un momento all’altro nell’ovvietà, nella consuetudine, nel già visto. Facile, godibilissimo.

giovedì 19 gennaio 2012

Quantomeno della primavera

Sento il cuore battere e mi sembra sentimento nuovo, sentore da scoprire. Non vado troppo a fondo al “problema”; so che accade e “me ne prescio”, come si dice dalle mie parti.

Basta un volto, un sorriso, un abbraccio. Mi evito sofferenze, vorrei molto altro ma va bene così, almeno per il momento. Se poi il tempo porterà qualcosa in più, lo saprò aspettare. Se invece lo stesso tempo mi prenderà sottobraccio sogghignandomi “stupido, quanto di me hai ancora bisogno?” capirò, e stringerò i tempi.

Ma stiamo già parlando quantomeno della primavera, quantomeno di Pasqua.

mercoledì 18 gennaio 2012

Ho un cuore grande

che però non può stare in due posti contemporaneamente. A Milano ho il lavoro e tantissimi affetti incerti, di quelli che oggi ci sono, domani chissà. In Puglia ho le persone che sento dentro, che allontanarsi è brutto, che potranno durare una vita.
 
I luoghi più piccoli fanno tanto, la certezza di entrare in un posto e trovare la tal persona è dato inconfutabile e caldo, l’importanza del singolo minuto e non del tempo spalmato all’inverosimile è realtà e stupore.
 
La vita corre, ma più lenta. Gli occhi rallentano il record “cose viste”, valorizzando il record “battiti di cuore”. E’ un altro mondo, forse sarebbero altre battaglie e malsangue dal sapore diverso; chissà se me ne farò mai una ragione.

domenica 15 gennaio 2012

Gli amici se ne vanno contemporaneamente

E si apre un nuovo periodo, un po’ più fermo, un po’ più casalingo (nonostante i già raccontati disastri che hanno reso di per sé questo soggiorno pugliese “casalingo”, per l’appunto).

Lettura, film e traduzioni la faranno da padrone, in giorni solitari e più lunghi. La vita assume dei ritmi lentissimi, e ogni respiro si carica di un suo proprio significato.
 
So già che soffrirò questa piccola mancanza di socialità, che non mi farà male perché mi darà l’opportunità di staccare la spina a tempo determinato; eppure, se il bene che si prova per degli Amici è sano, senza forzature, il sentore del loro non esserci è sentimento più forte di ogni altro.

domenica 8 gennaio 2012

Già visto, già sentito

Piccole novità in un micromondo fermo, immobile. Il tempo scandito dalle campane, i giovani che si moltiplicano enfatizzando la realtà: sono cresciuto. Orari insoliti, ore poco note. Pesante leggerezza, visioni irreali, sole che splende, freddo canino. Volti amichevoli che mi augurano buon Natale senza spinta, per prassi. Una sensazione di già visto, già sentito.

sabato 7 gennaio 2012

Natale di sterco

Una lieta sorpresa dal finale prima tragico, poi grato. Il già descritto amico Bruno mi viene a prendere dall’aeroporto di Brindisi Papola Casale e invece di farsi accompagnare dal fratello viene con una Donna di cui poco ho scritto qui, che non descriverò in questo post. Donna con la D maiuscola non per sbaglio ma per attributi, capacità, bellezza interiore.

Entusiasmo, capatina al mare, arrivo in paese. Sorpresaccia: apro la porta di casa e un palese olezzo di fogna invade le nostre narici. Cerco da capire quel poco che c’è da interpretare e faccio la scoperta più meschina: usandola poco ed essendo sottoposta, la mia casetta aveva ereditato lo scarico fognario della casa sopra di essa, con tutti gli annessi e connessi, fuoriuscite “melmose” comprese.

Ed è qui che devo ringraziare Bruno e la Donna di cui sopra: rimboccandosi le maniche, senza fare troppo gli schizzinosi non mi hanno solo dato 4 mani, ma sono stati fondamentali nella risoluzione di un problema che mai avrei immaginato. Candeggina in spalla, guanti in lattice tra le dita e spumante nelle papille gustative hanno operato come novelli primari dell’emergenza, risolvendomi tanti piccoli aspetti che se loro non ci fossero stati sarei ancora alle prese con l’odioso problema, con lo sterco tra le mani e nel pensiero. Una ditta appaltatrice per conto dell’Acquedotto Pugliese si è occupata del lato pratico ed esterno, dell’intasamento vero e proprio, ma loro erano lì, e tantissimo hanno fatto. Amici, vi voglio bene!

Wow che arrivo, da chiosare con una battuta: “E’ proprio un bel Natale di merda…”.