Dopo qualche monografia, torno a
scrivere di unA coetaneA (e chi ha orecchie per intendere intenda). La conosco
da relativamente poco, da una serata calda e settembrina. Non riesco ancora ad
inquadrarla, a capire bene che tipa è, cosa nasconde e quanto invece fa
emergere di sé. Devo questo nuovo, bel rapporto a una situazione che mai mi
sarei aspettato, che spiegherò ampiamente quando saremo sotto data.
Lei è minuta, ha i capelli corti,
non è molto formosa, è di Roma – e della sua vita romana nulla fa trapelare – è
a Milano proprio da settembre, è di sinistra e si nota. Ha una bella energia,
una fantastica luce nelle pupille. E’ riuscita a conquistarmi dopo poco, dopo
qualche cineforum e qualche chiacchiera post aperitivo. Ha un grosso neo
caratteriale: prende troppo sul serio il suo ambito lavorativo. Lo si nota dopo
pochi scambi: tutto porta lì, in un modo che richiama a un karma pesante che non ha.
Siamo ancora all’Anno Zero da quel punto di vista: io via sms sono molto chiaro, ma non voglio
darle l’impressione di essere sgarbato, o peggio, per quello che ho inteso
essere il suo modo di concepire gli uomini, maiale. Lei dà l’impressione di
aver inteso tutto, ma di voler capire in primis in che mondo sta vivendo, in
che modo deve abituarsi a Milano. E
infatti mi cerca solo se ha qualche
traduzioncella da farmi fare, mica per un aperitivo da soli! Questo, da par
mio, è un passo che ho deciso di non fare: un “no”, un “vediamo” mi farebbero
piombare nel buio. E la sua risposta temo possa posizionarsi in questo range di
diniego/rinvio: non nego che una parte di me ha notato in lei un gattamortismo
abbastanza sospetto. Quindi gioco anch’io con le sue stesse carte: mi piace, ma
di sicuro non ci rimango sotto.
Nessun commento:
Posta un commento