perché tutti – riscrivo, tutti –
(?!?) gli chiedono di tornare in campo, per risollevare l’Italia dal dramma
delle tasse. E già questa meriterebbe nemmeno smentita, ma pernacchie
assortite.
In tipico stile forzitaliota il
Pdl non garantisce più la fiducia al governo Monti, e genera la crisi più
pericolosa perché al buio. Ripicca per il decreto sull’incandidabilità dei
condannati? Paura di modifica dell’amatissimo Porcellum? Chi lo sa: il tema è
carico d’insidie, e le strategie ricordano un atteggiamento casiniano (o
casinista?).
La mossa sembra decisa
ma domattina Angelinone Alfano sale al Quirinale; il work in progress è ovvio,
le sorprese infinite. La presa d’atto resta una e una sola: il Pdl, Berlusconi
o no, a febbraio o ad aprile avrebbe preso il 15% circa. Il colpo di scena è
garanzia di aumento dello spread e diminuzione dei consensi. Ma lasciamolo
convinto, lui salverà l’Italia…o forse,
quando dice “Italia” intende sé stesso?
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