Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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domenica 2 dicembre 2012

Intrigo a Berlino

Steven Soderbergh prova a riproporre un “Casablanca” ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, fallendo miseramente. George Clooney non ha un’unghia di Humphrey Bogart; Cate Blanchett si sogna di notte Ingrid Bergman, che se dall’al di là ha visto ‘sta schifezza si sarà certamente rivoltata nella tomba. 

La trama è lenta, macchinosa, prevedibile e la confusione causata da commilitoni, generalini e generalicchi di Urss, Gran Bretagna e Stati Uniti che si alternano con poco senso logico non aiuta. Soderbergh “abbassa la media” e riesce in un miracolo: si salva solo Tobey Maguire che, sarà per ruolo scaltro, sarà per morte precoce (quindi, sparizione veloce dallo schermo) passa per il salvabile della compagnia. 

Il peggio è però offerto dalle improbabili scelte di doppiaggio italiche: per Clooney il solito Pannofino, ormai riconoscibile anche a un sordo; per Cate Blanchett un’inascoltabile accento tedesco; per i dialoghi col ricercatissimo e inguardabile marito della suddetta solo monosillabi nella lingua di Angela Merkel, che fa tanto internescional (in Italia diremmo “product placement”). 

Una oscenità così in Italia l’avrebbe potuta girare solo Pierfrancescone Pingitore. La scelta del bianco e nero poi, invece di far venire in mente il Capolavoro citato nel primo capoverso rende questa pellicola ancor più bloccata. Film amorfo, spento, inguardabile. Bocciatissimo.

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