Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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mercoledì 5 dicembre 2012

And the winner is...

Pierluigi Bersani. Era prevedibile, previsto, c’è chi dice scontato. Io questi aggettivi me li terrei nel taschino, perché Matteo Renzi ha reso la contesa godibile, in bilico, seppur i risultati in qualche modo mi smentiscano.

Il discorso di domenica sera alle 22 circa da Fortezza da Basso cambia indelebilmente la politica italiana. Il politico Renzi diventa an American politician, e la sua ammissione di sconfitta andrebbe fatta vedere in loop a chi per troppo tempo è stato fatto somigliare: Mr. Silvio Berlusconi. Suvvia, ve lo vedete l’uomo che si è fatto da solo complimentarsi con chi ha vinto? Augurare buon lavoro a chi è stato più bravo di lui? Ammettere “non sono stato capito”, non “sono stato frainteso”?

Renzi insegna qualcosa ai politicanti di oggi, e anche a noi elettori. Ci dice che non si potrà sopportare un altro Scilipoti in Parlamento, e che alcuni dirigenti vanno eliminati, quasi fisicamente. Lo stile dell’onorevole si deve modificare: profilo basso e competenza devono sostituire occhiolini, inciucetti e parvenus. Largo ai giovani con idee, e si va avanti solo per merito. Ops, ma questa era la linea programmatica di Renzi…e Matteo ha perso. Salvi tutti, c’est l’Italie!

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