Beh oddio, la sentenza è
definitiva e grave: 14 mesi di reclusione. Che l’Alessandro non fosse portatore
sano di cuoricini è palese, basta guardarlo…
Il tema è scottante: la
deontologia è fondamentale nel giornalismo e, se viene meno, i colpevoli vanno
puniti. Diciamo che “Il Giornale” quanto a deontologia qualcosina da imparare
ha (leggi il tormentone ad hoc “casa di Montecarlo”), ma non sono sicuro che il
carcere sia la risposta: è un
deterrente? Insegnerà a Sallusti in Santanchè il buon giornalismo? Lo farà redimere, facendogli intravedere i
numerosi spiragli del postberlusconismo?
Passa un messaggio, ed è
positivo: basta fandonie. La gente (i votanti!) non ne può più da un pezzo, e
se anche i tribunali si reputano abili
a generare una sentenza di questa portata il segnale diventa forte e chiaro.
Stop al gossip, stop al fango; facciamo scrivere i fatti a chi sa farlo.
Nessun commento:
Posta un commento