è sceso in campo. Chi mi legge
con costanza sa che rapporto “diretto” c’è col sindaco di Firenze, città prima
odiatuccia, ora un po’ meno. Matteo usa i social network come un’ascia contro i
gerontocrati che, in primis nel suo partito, non lo vogliono al potere. E’ un
politico 2.0 da tempi non sospetti, e ha buonissime idee.
Largo ai giovani il suo motto, e
chissà che a furia di ripeterlo come un mantra qualcosa non accada a novembre
prima, e poi ad aprile o giù di lì. Pierluigi Bersani lo stima ma lo teme in
vista delle primarie, appuntamento democratico (che infatti a destra non è
d’uso proporre agli elettori) che dirà forte e chiaro da che parte stiamo
andando.
Nel frattempo Matteo viaggia col suo
camper su e giù per il Belpaese, cercando di convincere i più scettici (e
anche, come ha confessato a Verona, i delusi dal Pdl). Ce la farà? Nel mio
piccolo, spero di si. E se avesse ragione chi afferma che il Renzi mi è un Mr.
B. di finta sinistra? Beh, a quel punto l’Italia si, sarebbe messa male.
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