Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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venerdì 5 ottobre 2012

Matteo Renzi

è sceso in campo. Chi mi legge con costanza sa che rapporto “diretto” c’è col sindaco di Firenze, città prima odiatuccia, ora un po’ meno. Matteo usa i social network come un’ascia contro i gerontocrati che, in primis nel suo partito, non lo vogliono al potere. E’ un politico 2.0 da tempi non sospetti, e ha buonissime idee.

Largo ai giovani il suo motto, e chissà che a furia di ripeterlo come un mantra qualcosa non accada a novembre prima, e poi ad aprile o giù di lì. Pierluigi Bersani lo stima ma lo teme in vista delle primarie, appuntamento democratico (che infatti a destra non è d’uso proporre agli elettori) che dirà forte e chiaro da che parte stiamo andando.

Nel frattempo Matteo viaggia col suo camper su e giù per il Belpaese, cercando di convincere i più scettici (e anche, come ha confessato a Verona, i delusi dal Pdl). Ce la farà? Nel mio piccolo, spero di si. E se avesse ragione chi afferma che il Renzi mi è un Mr. B. di finta sinistra? Beh, a quel punto l’Italia si, sarebbe messa male.

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