Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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domenica 2 settembre 2012

Manco

in quello che in tempi passati è stato il sale delle mie conquiste: il gioco di sguardi. Me ne sono reso conto: non riesco a beccare l’incrocio d’intesa, l’atteggiamento che consente il salto di qualità.

Ci feci caso tempo fa, sicuramente non ora, ed è una cosa che non riesco a “sincronizzare”, a rendere perfetta. L’occhio azzurro forse farebbe il resto, ma io nel momento topico, quando una qualsivoglia lei cerca i miei bulbi tendo all’infinito, o, peggio, all’indefinito. 

Questo è l’unico neo di questa serata, in cui la suddetta qualsivoglia lei mi ha cercato, mi ha voluto, e io l’ho trovata. Solito giro, salvo finire poi sulle solite sdraio del solito posto, io a tocchicciarla di soppiatto, lei, a tratti, a cercare i miei occhi, forse per provare a capire qualcosa in più di me. O forse per dirmi perché mi sta cercando in questo modo bello, autentico, virginale.

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