Mi ritaglio i miei spazi in modo
attento, intelligente, non ingombrante ma presente. Occhi sempre aperti agli
“avventori” esterni, spesso senza scrupoli, attirati dall’innegabile profumo.
Parole, sguardi e tempo da
mettere in cascina, e va bene così. Come scrivevo qualche post fa è un lavoro
lungo, faticosissimo, senza certezze di sorta. Ma ho deciso che ci voglio
provare. A guadagnare la fiducia, a essere qualcuno,
qualcosa.
Ci saranno tempi interrogativi e
dovrò sopportarli, come i vuoti di presenza per imminente ritorno a Milano. Tra
una settimana a quest’ora il mio stato d’animo sarà osceno, distrutto, quasi
offeso dalla velocità degli eventi, dalla loro imponderabilità.
Ma non pensiamoci: ho 7 giorni pieni ancora davanti a
me per costruire, porre basi, farle capire che si, mi piace e tanto. Ma “le
donne lo sanno” come cantava Ligabue non troppo tempo fa, e lei non fa
eccezione.
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