è acre, terribile, profuma di
lacrime.
E’ l’alba dell’addio,
dell’arrivederci, del forse venerdì prossimo faccio una pazzia e ritorno.
E’ l’alba delle promesse fatte
con gli occhi e di un Natale che chissà, magari porterà buone nuove, che se
arrivassero prima di fine dicembre sarebbe meglio.
E’ l’alba di qualcosa che batte, ha battuto, e che si
chiama Cuore.
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