Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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sabato 1 settembre 2012

Carlo Maria e Clint, due schiaffi in pieno volto

La morte dell’arcivescovo, cardinale, guida spirituale di Milano e dei milanesi è colpo gobbo per chi, seppur laico come me, sa riconoscere i grandi uomini di pensiero e di chiesa dai pretucoli dalla questua troppo insistente. Carlo Maria Martini apparteneva al primo, ristrettissimo gruppo, e perdere un uomo di tale cultura, ingegno, progressismo mette una chiosa sull’inalienabilità della morte. L’arcivescovo di una intera generazione di milanesi è stato portato via da una malattia degenerativa, e ha volutamente dribblato l’accanimento terapeutico che tanto piace a quello Stato dentro Roma. Messaggio implicito e precursione. Consapevolezza e nessuna paura. Un uomo dal quale imparare il sacrificio e perché no, qualcosa di molto simile alla preghiera.

Clint Eastwood è un’altra storia: è mito che perde qualcosina dopo la convention repubblicana cui ha partecipato qualche ora fa. Ha fatto il suo show molto american style il buon Clint, ma ha perso credibilità e un po’ di senso della misura. Il dialogo con la sedia vuota, tutto il “non fatto” dalla presidenza Obama, il kitsch voluto e un po’ pacchiano di una manifestazione che serve a puntellare voti e a mettere da parte qualche soldino per la campagna elettorale. Come un novello Beppe Grillo Clint si presta, e diventa pedina in un gioco delle parti che lo vuole scorbutico e deciso, realista e combattente. E io che ci avrei messo entrambe le mani sul fuoco: Clint Eastwood? E’ un liberaldemocratico!

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