Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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venerdì 6 luglio 2012

Viale Gorizia, movida e "nervosismi"

La bestialità delle immagini ipercliccate su corriere.it è incommentabile. Il fatto che il pestaggio osceno, infame, balordo sia avvenuto nella mia città, laddove batte il cuore pulsante della movida è particolare trascurabile: così non si fa, a prescindere. Un signore tra i 60 e i 70 anni barbaramente aggredito per la classica parola di troppo, per l’attenzione posta su quegli apprezzamenti un po’ troppo spinti. Il pugno da ko, i continui calci con l’uomo già esanime a terra, i passanti che chiamano sbigottiti il 118.

L’orrore che si mischia all’orrore: protagonisti dell’infimo pestaggio sono due poliziotti in borghese, di 24 e 26 anni. Quando la divisa, seppur non indossata, diventa indice di onnipotenza. Quando i metodi discutibili diventano visibili all’occhio vigile delle telecamere di sorveglianza. Quando violenza non è sinonimo di legittima difesa, o di difesa dello Stato, ma diventa mezzo per scaricarsi e bullarsene. Quando usare la testa vuol dire prendere a testate, e usare le mani non significa saper modellare l’argilla. Quando la stupidità insita nell’insicurezza fa mentire, minimizzando l’accaduto in una scivolata a terra del picchiato plurifracassato, senza rendersi conto di quanto sia “sicura” la mia città. Che mi difende, anche dai poliziotti con l’imperdonabile vizietto delle maniere forti.

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