Sei volte in 19 anni: un record
di costanza. Di nuovo lui, ancora lui, sempre lui, per la serie “con Angelino
non si andava da nessuna parte”: Mr. B, Silvio Berlusconi, il Caimano, Sivio
Belusconi, l’imputato, il puttaniere, l’imprenditore, quello che si è fatto da
solo.
Ancora candidato alla Presidenza
del Consiglio, ancora portatore delle solite mire: il controllo su una serie di
chiavistelli del Paese che proprio non possono essere affidati ad altri. Alcuni
amici mi scrivono che è un po’ la prova del 9 in merito alla coglioneria degli
italiani: fosse rieletto nel 2013, ci meriteremmo questa ed altre sventure.
L’esclusiva del Corriere della Sera diventa bomba
risaputa, chè Alfano era incandidabile, e Silvietto bello non si sarebbe mai
fidato. Quindi fiato alle trombe per l’annuncio più ovvio, scontato. Tra aprile
e giugno dell’anno prossimo toccherà a noi. Per dirgli di no, per uscire dalla
sua stessa penombra, per un altro scatto d’orgoglio tricolore seppur i sondaggi
commissionati da Cicchitto e claque lo diano al 30%, e facciano emergere
un’altra sicurezza: Mario Monti non sarà ricordato come una meteora.
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