Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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lunedì 2 luglio 2012

Quasi campioni

Viro sul calcio, e chi mi legge con costanza sa che non è da me. Ieri sera è stato ultimo atto e funerale europeo, dentro a un torneo che ci ha visti inaspettati protagonisti. Tutti a correre verso parallelismi impossibili, inascoltabili, quasi blasfemi, in un turbine di “economicamente siamo nello sterco, ma chi ci batte a football?”. 

Tra partite dello spread e gesti tecnici di livello siamo arrivati al 1° luglio, e chi l’avrebbe detto. Eravamo la Nazionale senza il puntero, i ragazzi terribili tutti catenaccio e scommesse, i tatuati un po’ tamarri ma con un cuore grande così. Abbiamo eliminato, nell’ordine, Croazia, Inghilterra e Germania prima di ritrovarci faccia a faccia coi supercampioni di tutto, gli spagnoli imbattibili. 

In finale, ieri, ci hanno sminuzzato e avrebbero continuato a farci a pezzi sempre più piccoli, se, salvifico, non fosse arrivato il novantesimo. Via alla festa di là, via alla delusione di qua; da oggi si torna alla realtà delle differenze sostanziali.

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