E’ la sensazione peggiore che un
essere umano possa vivere. La mancanza di equilibrio, la turbolenza che diventa
tremolio. Casistica strana a Milano; da febbraio almeno 4 eventi di questo
tipo, quando in una vita mi era capitato
solo un’altra volta di vivere dentro una realtà metropolitana tremolante, non
sicura.
Ulteriori crolli, danni e
soprattutto morti in Emilia, regione di volti sereni funestata da un
avvenimento inaspettato, maledetto. Morti sul lavoro, dentro fabbriche mal
costruite; morti per salvare una statua; morti di paura ingiusta, indotta dal
movimento tellurico che non lascia scampo al cuore.
Già si scatenano le ipotesi: è la
Terra che ci manda ammonimenti forti e chiari, punendo il nostro comportarci
male nei suoi confronti? E’ il “primo pezzo” di una profezia cui non credo per
nessun motivo, che dichiara recisamente la data della fine del mondo?
Una certezza c’è: la mappa sismica del nostro Paese va
rivista, ripensata, per evitare che l’effetto sorpresa più sgradito faccia più
danni del dovuto. Come il 20 maggio. Come martedì scorso.
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