Il titolo è ritorno al passato
per chi scrive e rende ovvia la fine di un film breve e intenso, ritmato dai
frequenti primi piani a una Giovanna Mezzogiorno che prima gioca all’Audrey
Tautou, poi si smarca diventando improvvisamente Donna e perno di una relazione
tumultuosa e a tratti incomprensibile, piena di distrazioni e situazioni
familiari complicate.
Colonna sonora azzeccata; Rocco
Papaleo fantasma e amico, giudice di lavoro e di vita; Alessandro Haber non si
sforza troppo risultando comunque credibile. Compitino un po’ asettico seppur misurato,
esportabile, ambientato in un Abruzzo oscuro e splendido. Promosso, ma
migliorabile.
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