Riproposizione italica di un
inaspettato successo francese. Claudio Bisio e Alessandro Siani sono
protagonisti perfetti e speculari: il primo nordico quasi leghista, il secondo
Terrone, per l’appunto con la T maiuscola. Le differenze tra Nord e Sud
emergono ancor meglio in questa replica ambientata nel Belpaese che
nell’omologo d’Oltralpe “Giù al Nord”, che soffriva di un doppiaggio sterile, atono,
quasi senza senso.
La provincia milanese con le sue
certezze e le sue fobie contro il Sud migliore, quello di cuore, generosità,
altruismo, che sa guardare nell’anima una persona e sa darle una mano senza che
ci sia il sovrastrutturale bisogno di chiederla. Bisio si innamora come da
copione prima del luogo e poi della gente di Castellabate, sentendosi
immediatamente riamato, riuscendo a comprendere la freddezza e l’inimicizia che
regna da Bologna in su solo standoci lontano.
Ennesima nota positivissima per Valentina Lodovini,
ragazza dal cuore sospeso che con poche pellicole all’attivo già tanto ha dato
al cinema italiano. Si sentiva proprio il bisogno del suo volto fresco, della
sua fisicità prorompente, di una bravura che la rende, a seconda della
necessità, torinese o campana, femme fatale o ragazza acqua e sapone. Tornando
a questa pellicola, la promuovo senza titubanze.
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