Inciso: pezzo che mandai qualche tempo fa
al sito del Corriere della Sera per un’iniziativa che mi sembrò carina e ben
pensata: Trentanni a Milano. Pezzo ovviamente non considerato da Via Solferino
(la designer dello studio di grido o la sex blogger generano più attrattiva…),
ma tant’è.
29 anni di Milano
29 volte stupore per la scoperta
sconvolgente che i colori non è che non ci sono, è che per 4 mesi all’anno,
semplicemente, se ne vanno per poi tornare, piazzandosi con aria furbetta
nuovamente laddove erano.
29 interminabili carezze sotto forma di
stradine, negozietti, angoli di una città che all’occhio superficiale sembra
difficile da digerire, e invece è molto più facile da buttar giù rispetto a sue
omologhe al Nord, al Centro, al Sud.
29 o forse 30, 90 o forse 91 come le
circonvallazioni, rispettivamente interna ed esterna, che cingono Milano
collegandola con sé stessa, e anche con me.
29…magari ne avessi presi di più, alla
Statale!
29 minuti, quelli che mi ci vogliono,
grazie alla metropolitana, per arrivare al lavoro, dall’altra parte della
città.
29 sorrisi, ardui da riconoscere, che fanno
capolino dalla tal vetrina, dal tal caffè, da una piazza, sulla bocca di un
commerciante.
29…mila locali, forse anche di più. Per
ogni stile, ogni situazione, ogni voglia, ogni notte.
29 volte sopra la media: lo smog, ma forse
chi lo dice con tono catastrofico mai ha messo piede a Lima e dintorni…
29 partite, in qualche annata fortunata di
più: quelle che vale la pena andare a vedere a San Siro.
29 sacchetti di colore diverso, quelli
della raccolta differenziata. Che va fatta, e bene!
Nessun commento:
Posta un commento