Sono bloccato sul divano. Fermo,
immobile, basito. RaiNews 24 manda ultim’ore a rullo; la notizia è la bomba
davanti alla scuola Morvillo – Falcone di Brindisi. Una ragazza di 16 anni
deceduta, un’altra in pericolo di vita, 6 feriti gravi, 3 in prognosi
riservata. Scrivo di getto; lo sconvolgimento prevale.
La scuola è luogo simbolo di
cultura e affrancamento dalla criminalità, attributi sinonimi di “intoccabile”.
Una bomba davanti a un istituto scolastico è un messaggio troppo chiaro per
farlo passare come casualità, come prova di forza. Lo Stato doveva intervenire
anni fa, ora deve farlo imperativamente, mettendo, in quelle zone, i finanzieri
a fare i finanzieri, i poliziotti a fare i poliziotti, i Carabinieri a fare i
Carabinieri. Troppo lavoro d’ufficio, troppe passate davanti ai locali per
ritirare pizza e birra d’ordinanza sotto la minaccia di controlli approfonditi
alla lunga fanno smarrire il significato della presenza delle forze
dell’ordine, e le bombe hanno vita facile.
Un crimine aberrante, senza precedenti nella storia
d’Italia. Uno schifo da condannare con orrore, andando a cercare i
responsabili, trovandoli a breve e punendoli duramente, come sa e deve fare uno
Stato “presente”. Altrimenti, temo non ci sarà fine al peggio.
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