Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

venerdì 20 aprile 2012

Piermario Morosini

Scrivere a mente fredda del decesso di un ragazzo di 25 anni è quasi obbligo morale, chè lì per lì il cuore si stringe, la testa non riesce a pensare. Morire in un campo di calcio, mentre si “gioca”, e l’etimologia della parola è terribile e spietata. Cercare di rialzarsi due, tre volte e poi cedere di schianto, come durante una partita a scacchi con la morte che si sa, è difficile che perda.

Lo strazio di un destino infame sin da giovane, da quando correre dietro a un pallone voleva dire scappare da una realtà familiare tragica, funesta, luttuosa. Una carriera che si sviluppa felice tra Atalanta, Vicenza, l’Under 21, la magnifica Udinese, il Livorno. I sogni che finalmente riescono a coincidere con la realtà, il rettangolo verde che trasforma il talento in sicurezza.

La trasferta di Pescara, l’ennesima. Una partita dura, difficile, complicata. Un primo inciampo, una seconda incertezza, la terza terribile caduta, a peso morto. Un destino fatato che si muta in fatale. Una vita spezzata in modo inspiegabile, che lascia attoniti, disperati.

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