Film a sette stelle. Natalie
Portman insegna la professione di attrice in un’ora e quarantatre minuti di
primi piani intensissimi, sofferenza, sacrifici, magrezza, rigurgiti di
nascosto. Recitazione sulle punte, passione, dedizione in una doppia personalità
prima assente, poi sempre più pressante nei tubini stretti, nei graffi della
vita.
Il Lago dei Cigni come stile e
motivo di esistenza, una madre fin troppo presente, un microcosmo di grandi
invidie e poche opportunità di rivalsa. E poi lo spettacolo, le incertezze,
l’ovazione, la consacrazione, la morte. Da lasciare senza fiato.
Vincent Cassel giochicchia nel
suo ruolo preferito; Winona Ryder fa la stella in caduta libera; Mila Kunis
promette benissimo. Ma l’Attrice, il centro di tutto è lei, una Natalie Portman
in stato di grazia. Pellicola durissima, visionaria, senza filtri. Da Oscar per
sceneggiatura, costumi e attrice protagonista.
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