Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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lunedì 30 aprile 2012

Giuliano Sangiorgi

Ottimo talento autorale, voce…pessima. Quindici anni fa nessuno avrebbe eccepito a una verità assoluta: è stonatello. Nasconde le magagne gorgheggiando come possono permettersi di fare Elisa o Giorgia, ma all’orecchio attento l’imperfezione non sfugge; a tratti manca totalmente l’amalgama tra musica e parole.

Più la scrittura si è sviluppata (e da “I miei robot” a “Londra brucia” un po’ di strada è stata fatta), più Giuliano tende verso l’alto, verso acuti alla Mariah Carey che non gli appartengono, toccando falsetti innaturali.

Gggiulià, te l’agghià disciri n’ta llla lingua noschtra: mena la penna ca tanta amu capitu ca la sé usà e vanci da na bbbona meschtra di cantu (per chi legge da San Severo in su: Giuliano, te lo dico nella nostra lingua: butta la penna, abbiamo capito che la sai usare, e vai da una brava maestra di canto).

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