Non tantissima voglia di scrivere
cosa sta accadendo dentro questa Pasqua pugliese, forse perché sta succedendo
davvero poco di rimarcabile. Manca chi conta e chi fa da supplente sì, vale, ma
per l’appunto supplisce, sostituisce. Fa battere il cuore, ma a mò di riflesso
condizionato.
Più che aprile sembra dicembre in questa terra
generalmente soleggiata, oggi terribilmente ventosa, fredda, quasi poco
ospitale. Le mareggiate portano via le parole aggiungendo cappotti e sciarpe
inaspettati, fuori stagione, non fuori luogo. I piccoli pettegolezzi sono
sempre uguali a loro stessi, tanto da contare davvero poco. La vita procede a
ritmo inalienabile, incomprensibile, assurdo. Il senso logico sta 1000
chilometri più a Nord. Lo so, ne sono consapevole, ma per ancora 4 giorni pieni
lo lascio lì. Tanto, lui mi aspetterà.
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