Ma forse già 1000 erano numero
congruo. L’ex direttorone del Tg1 si riciclò in questo contenitore di costume
divenuto Terza Camera, e l’approfondimento giornalistico non fu mai più lo
stesso. Altro che “Il Fatto”, altro che “Samarcanda”, altro che “Milano,
Italia”! Il berlusconismo ha avuto vita facilissima e non su Mediaset, ma su
Mamma Rai grazie (anche) a Brunone nostro, che tra un giallo non risolto e
l’ultimo film dei Vanzina inventava un “panino a modo suo”: due o più uomini
del Presidente o della sua coalizione, la bonona di turno, il povero esponente
di sinistra (mai “centrosinistra”, ci mancherebbe). Memorabili le puntate con
Castelli, Romani e Brunetta da una parte e la vicepresidente del Pd dall’altra,
talmente schiacciata da non farsi ricordare.
Di parte, scandaloso, scandalistico, poco centrato sui
problemi reali, pornografico, osceno, monocolore: ognuno di questi aggettivi
può essere avvicinato alla creatura di Bruno Vespa, ognuno di questi aggettivi
può sembrare troppo critico o fin troppo gentile. Non guardarlo è soluzione e
panacea; comunque, 2000 puntate di una roba così restano compleanno da
segnalare, come una cartina di tornasole che di sole non ne vede da un bel po’
di tempo.
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