è stato un collega di lavoro, “il” collega per capacità e cose insegnate. Ora è un amico, e già 6 anni fa sentivo non poteva essere altrimenti. Persona piena, arguta, sorridente, seria, attiva, illuminata, sempre alla ricerca di soluzioni, con la battuta pronta e tagliente e l’espressione arcigna che spesso si tramuta in sorriso. Uomo del pavese il buon Lorenz, essere umano di campagna nella naturalità del dire cose che a Milano fanno scalpore quali “Oggi ho cagato già 4 volte, e sono ancora le 14!”.
Lorenz ha aperto le porte del mio primo vero lavoro stipendiato, e tantissimo gli devo. Mi ha insegnato a farmi valere e a rendermi inattaccabile, concetto che ancora oggi porto dentro di me custodendolo come un prezioso segreto. Mi ha fatto prendere sul serio l’attività lavorativa, aiutandomi come nessun altro fino a quel momento. Mi ha caricato sulle sue spalle, mostrandomi la strada. Mi ha fatto sembrare meno pesanti 11 mesi infiniti ma pieni di conoscenza, stressanti ma che mi hanno formato come nessun altro periodo della mia vita, dolorosi per fatti personali ma di cui conservo solo lacrime di gioia. Mi ha fatto capire con chi dovevo combattere e con chi dovevo essere accondiscendente, coprendomi quando ce ne era il bisogno, facendomi tirare fuori gli attributi all’occorrenza.
Una volta terminata quell’esperienza, una volta cessata la sensazione “Sliding Doors” che mi ha accompagnato per 6 anni come un’ombra e che diceva “Hai rinunciato a un tempo indeterminato sicuro per accondiscendere a una promessa!”, ovviamente con Lorenz non ci siamo persi, anzi. Aperitivi e cene sono stati la scusa per non perderci di vista, per passare ore insieme in allegria, per aggiornarci su questo o quel personaggione che aveva sfiorato i nostri destini. Salvo poi, dal settembre dell’anno appena finito, pianificare una grande avventura che avrà luogo nei prossimi giorni: un viaggio all’altro capo del mondo, per dire “ci siamo anche noi” a un amico comune che si sposa. Il lavoro, la vita, l’avventura, la Terra, il comune sentire che ci rende vicini: tutto questo è il mio amico Lorenz.
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