Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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giovedì 9 febbraio 2012

Il Superbowl

e’ un casino. Non ci ho capito una cippafionda. Grazie a Sportitalia ho seguito questo evento mondiale, durante il quale l’America si ferma, e mi son fermato anch’io.

Ho provato a “spostare” le regole del rugby dentro al football americano, con scarsi risultati: nel secondo caso l’ovale si può lanciare in avanti, nel primo no. Ho tentato di carpire qualche fondamentale dalla telecronaca: niente. Non ho capito il perché dell’esistenza di due porte da calcetto che si sviluppavano verso l’alto come quelle del rugby. Non ho inteso perché i giocatori erano bardati all’ennesima potenza in uno sport dove il contatto è sì trucido, ma imparagonabile agli scontri durante un match di “palla ovale europea”. La performance canora di Madonna non ha di fatto alzato l’adrenalina, e l’enfasi per questo verdetto sportivo, peraltro molto dilatato nel tempo (durata totale circa 4 ore, di cui 2 ore e mezza di tempi morti) mi è sembrata francamente eccessiva.

Bocciato. Forse perché, in quanto europeo, credo che se la palla è rotonda tutto assume maggior fascino.

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