Fatti, pensieri, esperienze in ordine sparso

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domenica 22 gennaio 2012

Navighiamo per divertirvi

Un palazzo galleggiante troppo grande anche solo per essere pensato, portato a termine. Un capitano incosciente, forse allegro a livello alcoolico, dall’accento insopportabile che spinge la bravata troppo in là, dove la profondità dell’acqua lascia spazio a scogli puntuti. Un numero di passeggeri spropositato, una tragedia immane, immotivata, che imbarazza per impreparazione e leggerezze in serie. Le telefonate registrate, la moldava fantasma, la Capitaneria incredula, un inchino che fa perdere l’equilibrio.

La mente che corre ad immagini in bianco e nero, le imbarazzanti scuse del già citato capitano che non fanno che peggiorare la sua condizione già critica, il mondo che una volta ancora ci ride davanti e dietro come ai tempi di quello che c’era prima. Il motto pubblicitario del titolo che mette i brividi, la gente comune che diventa eroica, i responsabili che se la squagliano. Gli avvoltoi televisivi che alimentano gli speciali, le edizioni straordinarie, il gossip pornografico, dimenticando la morte. I cadaveri e i dispersi, la disperazione e l’incredulità.

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