La luna di miele in compagnia del Governo Monti pare essere già finita. Eppure, la Festa della Liberazione dal berlusconismo aveva reso tutti più inclini al sacrificio, felici di poter salvare il Paese da una catastrofe annunciata, che troppi incompetenti avevano causato. Invece, son bastati i primi stralci della Manovrona di Mario, Elsa e Corrado per farci sprofondare nella solita sindrome da Italietta: e le pensioni non godranno più di rivalutazioni, e la classe del ’52 sarà penalizzatissima, e la benzina aumenta ancora, e l’equità dov’è.
Ammetto di essere stato uno dei 10 italiani più felici alla caduta di SuperSilvio; ammetto anche che attendevo questo Governo tecnico alla prova del nove. Ebbene, non c’è traccia di penalizzazioni per quel 10% di popolazione che ha in mano il 45% della ricchezza del nostro Belpaese; la mia Manovra ideale doveva basarsi esclusivamente su quello. Ebbene, la Ministra Fornero si è commossa e ci ha commosso allo schioccare della parola “sacrifici”, non nascondendoci quanto fossero poco equi. Ebbene, il Governo Monti è a tutti gli effetti politico, altrochè: basti vedere com’è attento che i privilegi della casta dalla quale dipende siano lì, fermi, immobili, come le pensioni degli ultra 80enni.
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